È
un antico gioco italiano ancora praticato nel Bergamasco
e negli Abruzzi. Si gioca con uno speciale mazzo di 40
carte, in due giocatori oppure in quattro, a coppie. Le
carte sono dei seguenti tipi:
a) le carte senza numero (sono dieci costituite da 5 coppie
di carte uguali): non valgono nulla;
b) le carte numerate da uno a dieci, con numeri romani
(sono venti, ovvero compaiono due volte i valori dall'uno
al dieci);
c) le figure numerate da 11 a 15 con numeri romani (sono
dieci ovvero compaiono due volte i valori dall' 11 al
15).
Il valore di punteggio e di presa è quello indicato
dal numero che compare sulla carta. Scopo del gioco è
quello di impossessarsi delle carte con valore numerico:
poiché vince chi totalizza più punti è
ovvio che bisogna prendere quanto più è
possibile carte di più alto valore.
Il mazziere distribuisce ad ogni giocatore, compreso se
stesso, otto carte coperte, in senso antiorario, e quindi
espone sul tavolo, scoperta, la carta superiore del tallone
che gli è rimasto dopo la distribuzione. Questa
carta prende il nome di «Trionfo» e, poiché
tutte le carte compaiono in duplice esemplare, è
molto probabile che qualcuno abbia in mano la carta gemella,
che a sua volta prende il nome di «Trionfo».
Il tallone residuo rimane sul tavolo e le carte che lo
compongono sono «bruciate». Nessuno può
prenderne visione.
Gioca per primo il giocatore alla destra del mazziere.
Può giocare un numero o una figura con numero.
Gli altri giocatori, a turno, devono seguire con una carta
della stessa categoria (un numero se la prima carta giocata
è stata un numero o una figura con numero se la
prima carta giocata è stata una figura con numero).
Si impossessa della presa chi ha giocato la carta più
alta del tipo giocato per primo. Chi non ha carte del
tipo della carta giocata per prima può giocare
la carta che vuole, ma non fa mai la presa. Chi vince
la presa gioca per primo nel turno successivo. Alla fine
si contano i punti delle carte vinte: vince la partita
il giocatore, o la coppia (se la partita è a quattro)
che ha totalizzato più punti.
Il «Trionfo» vale per il numero di punti che
ha, però può essere giocato a discrezione
di chi lo possiede e vince comunque la presa. In aggiunta
a ciò se chi possiede il «Trionfo»
è il primo a giocare e gioca il «Trionfo»,
può chiedere agli altri giocatori che giochino
numeri o figure, a sua discrezione. Alla richiesta di
figure gli avversari possono però obbedire giocando
anche figure senza valore, eventualmente in loro possesso,
costituite da quelle dieci carte che abbiamo visto non
avere numero.
Il giocatore che taglia il mazzo, ossia chi siede alla
sinistra del cartaro, ha il diritto di vedere la carta
che dovrebbe essere l'ultima del tallone a giacere coperta
in tavola: se questa carta è il X (dieci), il Bragon
XIV o il Cucco XV, ha diritto ad impossessarsene. Se per
caso ci fossero due o tre carte consecutive del valore
descritto egli si impossessa delle due o tre carte spettantegli.
Dovrà naturalmente mettere in fondo al tallone,
in sostituzione della o delle carte di cui si è
impossessato, altrettante carte della sua dotazione in
modo da restituirla all'iniziale consistenza di otto carte.
Dello stesso privilegio di cui gode l’«alzore»
(antico termine col quale si definiva il giocatore preposto
al taglio delle carte) fruisce anche il mazziere. La carta
che esamina il mazziere è quella alla superficie
del tallone, dopo che è stata effettuata la distribuzione
di carte a tutti i giocatori. Se a galla ci sono una o
più delle carte già menzionate il mazziere
se ne impossessa (con relativa sostituzione di altrettante
carte della sua dotazione). Se a galla c'è una
carta che non è fra le tre menzionate il mazziere
la gira, a designare il «Trionfo». Qualora
invece a galla ci siano le carte privilegiate che il mazziere
avoca a sé, il Trionfo sarà designato dalla
successiva carta.
Riportiamo qui per curiosità quali sono le carte
di nessun valore del gioco: il Leone con stemma, il Matto,
il Nulla, la Secchia meno di nulla, il Mascherone manco
di secchia, e le figure, con relativo valore;
XI (un'osteria, con la scritta: Fermatevi alquanto)
XII (un gatto, con la scritta: Gnao) XIII (un cavallo,
con la scritta: Salta)
XIV (un uomo con la scritta: Bragon salta)
XV (un gufo coronato, con la scritta: Cucco).
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