L'obbligo
di rispondere al seme giocato, il conteggio dei punti
e così pure la possibilità di giocare
con o senza l'«accusa» sono del tutto sovrapponibili
al gioco classico. Il mazziere distribuisce (cinque
per volta alternativamente) dieci carte coperte all'avversario
e dieci a sé, ponendo le venti carte del mazzo
non distribuite al centro del tavolo a costituire il
cosiddetto «tallone». Il giocatore di «mano»
(ovviamente l'avversario del mazziere) inizia il gioco.
Dopo ogni presa (costituita da due carte) ambedue i
giocatori, iniziando da chi ha fatto la presa, si riforniscono
di una carta dal «tallone» scoprendola,
per mostrarla all'avversario, prima di inserirla fra
le carte già in mano. Quando le carte del «tallone»
sono terminate il gioco prosegue fino al termine della
smazzata che coincide con l'esaurimento delle carte
in mano ai giocatori.
Giocando con le «accuse» queste dovranno
essere fatte appena si realizzano le combinazioni vincenti.
Appena terminata la distribuzione iniziale il giocatore
di mano farà l'accusa delle combinazioni che
eventualmente avrà fra le sue dieci carte e altrettanto
farà il mazziere. Nel corso del gioco, dato che
i due giocatori si riforniscono di carte dal tallone,
possono formarsi nuove combinazioni che devono, per
poter fruire del punteggio relativo, essere subito accusate.
Alla formazione di una nuova combinazione possono prendere
parte carte che hanno già fatto parte di una
combinazione già accusata e per cui è
già stato attribuito il punteggio. Così,
ad esempio, se un giocatore possiede fra le sue carte
2 Tre e ne pesca un terzo dal tallone accuserà
i tre punti per i Tre «stilli» dello stesso
valore posseduti; se proseguendo il gioco pescherà
il quarto Tre accuserà e segnerà quattro
punti se possiede ancora in mano la terna di Tre, mentre,
se ne ha già giocato uno, accuserà e segnerà
tre punti per un nuovo «buon gioco» di Tre
«stilli».