Queste
sono le regole del Faraone che si gioca attualmente in
Emilia. Il gioco viene praticato in molte altre regioni
d'Italia con piccole varianti che non ne snaturano l'essenza.
Tutti i giocatori sono avversari del banco: possono partecipare
alla partita numerose persone.
Il ruolo di banchiere viene estratto a sorte tra quanti
si mettono in lista per ricoprire quest'incarico vantaggioso
che ha l'unico neo del deposito di una somma, a garanzia
dei giocatori, che può essere anche ingente, se
la partita è particolarmente sostenuta.
Il ruolo di banchiere viene conservato per un certo numero
di taglie, per un determinato lasso di tempo o anche per
l'intera sera, a seconda degli accordi presi in anticipo
dai giocatori.
Si stendono sulla tavola dieci carte scoperte il cui valore
va dall'Asso al Re (alcuni circoli dispongono di tappeti
verdi sui quali sono ricamate o stampate le carte anzidette).
Il mazziere mischia un mazzo di 40 carte e fa effettuare
il taglio a quanti lo desiderano: gira quindi la carta
superiore del mazzo, che depone scoperta sul tavolo. Questa
carta non è interessante ai fini del gioco se non
per motivi pragmatici e scaramantici. Infatti molti giocatori
sono soliti effettuare le loro puntate con riferimento
alla carta scoperta (giocano, per esempio, su una carta
dello stesso valore, ovvero su una il cui valore è
inferiore di due unità a quello della carta scoperta
o superiore di tre e così via). Ora i giocatori
pongono le loro puntate, che verranno raddoppiate in caso
di vincita (ovvero pagate alla pari) in corrispondenza
delle carte o dei loro simboli posti sul tappeto. Quando
tutti hanno effettuato il loro gioco il mazziere scopre
una nuova carta «buona per il banco». Tutte
le puntate giocate sulla carta il cui valore è
lo stesso di quella estratta vengono immediatamente rastrellate
dal banchiere. Ora il banchiere gira una nuova carta,
«cattiva per il banco» e raddoppia tutto quanto
è stato puntato sulla carta di valore uguale a
quello estratto. I giocatori che hanno vinto ritirano
immediatamente la loro spettanza. Il banchiere continua
così, alternando colpi «buoni» e «cattivi»
sino a che sul tavolo non rimangono più puntate.
Il vantaggio del banco consiste nel fatto che la carta
buona per il banco è sempre la prima estratta di
una pariglia di carte e quindi nel caso che ambedue le
carte abbiano lo stesso valore la carta estratta contro
il banco troverà le puntate già spazzate
dalla carta precedente.
A compensazione (assolutamente parziale) di questo vantaggio,
il mazziere offre ai giocatori la nona pariglia di carte
che estrarrà: in questo nono turno tutt'e due le
carte saranno «cattive» per il banco. Non
sempre però si arriva al nono colpo, poiché
la partita può essersi esaurita prima e, comunque,
è assai improbabile che il banchiere paghi tutt'e
due le carte, poiché facilmente una delle due è
già stata estratta e quindi non ci sono residue
puntate da pagare.
Terminata la smazzata, in coincidenza con la sparizione
delle puntate dal tavolo, si addiviene ad una nuova taglia
con le stesse modalità della precedente.
Il gioco si può fare anche con tredici carte in
tavola, adoperando un mazzo di carte francesi: con questa
variante si riduce, se pur di poco, il vantaggio del banco.
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