Si
gioca con un mazzo di 40 carte in un numero di giocatori
che può variare da due a sei o sette o anche più,
essendo il limite dato esclusivamente dalla capienza del
tavolo e dal numero delle carte contenute nel mazzo. Le
carte hanno un valore corrispondente a quello facciale:
pertanto l'Asso vale uno, il Due vale due e così
via fino al Sette. Le figure valgono invece tutte mezzo
punto. Scopo del
gioco è quello di realizzare con le carte ricevute
un punteggio il più possibile vicino a sette e
mezzo, senza però oltrepassare detto valore. L'unico
caso in cui si può superare questo punteggio è
la combinazione secca di due sette che non conta per quattordici,
ma realizza il massimo punto: è il cosiddetto Sette
e mezzo triplè. Ogni giocatore viene preventivamente
dotato di una certa quantità di gettoni e si fissano
i limiti di puntata, sia minimo che massimo.
Il mazziere viene estratto a sorte e distribuisce in senso
antiorario ad ogni giocatore ed a se stesso una carta
coperta. Il giocatore di mano, quello che siede alla destra
del mazziere, prende visione della sua carta senza che
gli altri, specie il mazziere, ne veda il valore, effettua
la puntata nei limiti convenuti e poi può restare,
ossia accontentarsi della carta ricevuta (e lo annuncia
con la parola: «sto!») oppure può chiedere
una carta, per cercare di migliorare il suo punteggio.
La carta richiesta viene fornita dal mazziere, scoperta.
Il giocatore può richiederne al mazziere, una alla
volta, quante altre ne desidera e tutte le carte gli vengono
fornite scoperte. Quando decide di «stare»,
il turno passa al giocatore successivo. Se un giocatore
totalizza punti per un totale superiore a sette e mezzo
(in gergo si dice che è sballato) deve dichiararlo
e il mazziere si impossessa subito della puntata che il
giocatore aveva fatto. Chi consegue uno dei due massimi
punteggi con due sole carte (un Sette e una figura: cosiddetto
Sette e mezzo d'emblée oppure 2 Sette: cosiddetto
Sette e mezzo triplé) deve dichiararlo subito.
Quando tutti i giocatori hanno effettuato il loro gioco
il mazziere scopre la sua carta e, a sua volta, resta
o tira una o più carte se decide di cercare di
migliorare il suo punteggio. Quando anche il mazziere
ha concluso il suo gioco viene effettuato il confronto
dei punteggi conseguiti.
Il mazziere, che ha già incamerato le puntate dei
giocatori sballati, paga alla pari chi ha un punteggio
superiore al suo, mentre ritira le puntate di quanti hanno
punteggio inferiore o uguale al suo. Il mazziere paga
doppia posta a chi ha fatto sette e mezzo d'emblée
e tripla posta a chi ha totalizzato il triplè.
Chi consegue Sette e mezzo d'emblée o triplé
diventa mazziere per il turno successivo: se più
di un giocatore ha conseguito il massimo punteggio con
due carte, il ruolo di mazziere passa a chi lo ha fatto
per primo. Se nessun giocatore fa Sette e mezzo d'emblée
o triplé, il mazzo rimane al giocatore che ha distribuito
la smazzata.
In molte regioni si usa promuovere una carta al rango
di Joker: questa carta, che quasi sempre è il Re
di quadri o la Donna di cuori, può assumere o qualunque
valore intero da uno a sette o il valore di solo mezzo
punto ma non di altri valori frazionari (non può
quindi valere un punto e mezzo, per esempio). Il sette
e mezzo fatto con il Joker e una Figura, oppure con il
Joker e un Sette, è considerato Sette e mezzo d'emblée.
Il giocatore che ha totalizzato Sette e mezzo d'emblée
riceve posta doppia dal mazziere a meno che questi non
totalizzi a sua volta sette e mezzo non con due, ma con
più carte. In questo caso il mazziere paga la posta
semplice. Se invece anche il mazziere totalizza sette
e mezzo con due sole carte è il mazziere che vince
la posta e che conserva il diritto di continuare a fare
il mazzo anche per il colpo seguente. Le stesse proporzioni
e regole valgono per quanto riguarda il triplé.
È consentito a un giocatore scoprire la prima carta
ricevuta e richiedere una carta successiva coperta, e
altrettanto potrà fare in caso di richieste ulteriori:
la regola vuole che nel totale delle carte di un giocatore
ve ne sia sempre una e non più d'una coperta mentre
tutte le altre devono mostrare il loro valore facciale.
È pure consentito a un giocatore fare una doppia
puntata sulla prima carta ricevuta a patto che per una
delle due puntate il giocatore stesso si accontenti di
questa sola carta e per l'altra invece chieda almeno una
ulteriore carta. Le due puntate, che portano a due svolgimenti
differenti come se il giocatore fosse il titolare di due
diverse postazioni, possono essere anche di entità
diverse e vengono annunciate, ad esempio, in questo modo:
«cento carta e duecento sto»; questa manovra
è abituale in chi ha ricevuto quale prima carta
un sette per non rinunciare alla possibilità di
sette e mezzo d'emblée o triplé senza sprecare
una carta che ha buone possibilità di vincere il
colpo «restando». |